DECRETO LEGGE N.19 DEL 25 MARZO 2020. RIORDINO DELLE MISURE PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA SANITARIA

Pubblicata il 25/03/2020

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo Decreto Legge contenente misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID – 19.
 
Il decreto riordina le misure che potranno essere adottate per contenere e contrastare i rischi sanitari e il diffondersi del contagio.
 
 
 
Attenzione! Sanzioni più dure per chi viola i divieti
 Il Decreto prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro.
 
Nei casi di mancato rispetto delle misure previste per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.
 
In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.
 
La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita con la pena di cui all'articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale (reclusione da uno a cinque anni).
 
 
 
Quali sono le misure che potranno essere adottate?
Tra le misure adottabili rientrano:
  • la limitazione della circolazione delle persone, il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione per i soggetti in quarantena perché contagiati e la quarantena precauzionale per le persone che hanno avuto contatti stretti con soggetti contagiati;
  • la sospensione dell’attività, la limitazione dell’ingresso o la chiusura di strutture e spazi aperti al pubblico quali luoghi destinati al culto, musei, cinema, teatri, palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, impianti sportivi, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi, parchi, aree gioco, strade urbane;
  • la limitazione, la sospensione o il divieto di svolgere attività ludiche, ricreative, sportive e motorie all’aperto o in luoghi aperti al pubblico, riunioni, assembramenti, congressi, manifestazioni, iniziative o eventi di qualsiasi natura;
  • la sospensione delle cerimonie civili e religiose e la limitazione o la sospensione di eventi e competizioni sportive, anche se privati, nonché di disciplinare le modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi;
  • la possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione o la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci o del trasporto pubblico locale;
  • la sospensione o la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni di formazione superiore;
  • la limitazione o la sospensione delle attività delle amministrazioni pubbliche, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • la limitazione, la sospensione o la chiusura delle attività di somministrazione o consumo sul posto di bevande e alimenti, delle fiere, dei mercati e delle attività di e di quelle di vendita al dettaglio, garantendo in ogni caso un’adeguata reperibilità dei generi alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone;
  • la limitazione o la sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo;
  • la possibilità di applicare la modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in deroga alla disciplina vigente;
  • l’obbligo che le attività consentite si svolgano previa assunzione di misure idonee a evitare assembramenti di persone, di garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e, per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale.
 
Le misure elencate potranno essere adottate:
-        su specifiche parti del territorio nazionale o sulla totalità di esso;
-        per periodi predeterminati, ciascuno non superiore a trenta giorni; tali periodi potranno essere ripetuti o modificati anche più volte;
 
la loro applicazione potrà essere modulata (in aumento o in diminuzione) secondo l’andamento epidemiologico del virus, secondo criteri di adeguatezza e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente, fino al termine dello stato di emergenza, fissato al 31 luglio 2020 dalla delibera assunta dal Consiglio dei Ministri lo scorso 31 gennaio 2020.
 
 
Chi deciderà quali misure adottare?
 
SUL TERRITORIO NAZIONALE
 L’adozione di una o più di tali misure dovrà essere stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta di uno dei seguenti soggetti:
-        Ministero della Salute;
-        Presidenti delle Regioni, nel caso riguardino una o più specifiche regioni;
-        Presidente della Conferenza delle regioni e delle provincie autonome, nel caso riguardino l’intero territorio nazionale.
In caso di aggravamento o attenuazione del rischio, il Ministero della Salute può intervenire con propria ordinanza.
 
SUI TERRITORI DELLE SINGOLE REGIONI O DEI COMUNI 
In caso di aggravamento o attenuazione del rischio sanitario in specifiche aree, possono -con proprie ordinanze- introdurre o sospendere una o più di tali misure:
  • i Presidenti delle Regioni. In questo caso, se le misure si applicano su oltre metà del territorio regionale o a oltre metà della popolazione residente nella regione, la loro efficacia è limitata a sette giorni e dovrà essere eventualmente confermata da decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri;
  • i Sindaci. Tali ordinanze hanno validità di sette giorni e devono poi essere confermate dalla Regione di appartenenza.
Le ordinanze ancora vigenti all’entrata in vigore del decreto legge continuano ad applicarsi per ulteriori dieci giorni.

Allegati

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Allegato Decreto legge 25 marzo 2020.pdf 82.01 KB

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