Inizio pagina Salta ai contenuti

Comune di Marcon

Città Metropolitana di Venezia - Regione del Veneto


Contenuto

Calendario

Calendario eventi
« Novembre  2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      
             

Cosa vedere

CHIESA ARCIPETRALE DI SAN GIORGIO
Edificio tipicamente settecentesco, ma sorto nel 1510-1530 su una cappella preesistente del 1100 in cura all'Abbazia di Mogliano Veneto, affiancato da un bel campanile in stile veneziano del 1779. L'interno, ad unica navata, contiene 5 altari in marmo sei-settecenteschi di buona fattura; particolarmente prezioso il paliotto policromo dell'altare maggiore dedicato al patrono San Giorgio. Le tele sono opera del pittore moglianese Giuseppe Boldini, dipinte nel 1865 recentemente restaurate e fatte oggetto, insieme ad altre opere dell'artista, di una mostra che celebrava il centenario della morte del pittore.
Di grande valore artistico il tabernacolo a muro in pietra policroma, della scuola del Sansovino (sec. XVI), conservato nella sacrestia. Vi sono inoltre quattro statue in legno intagliato (sec. XVII) attribuibili alla scuola di Andrea Brustolon, recentemente restaurate.
Notevole è l'organo costruito dai F.lli Pugina nel 1890, più volte restaurato, posto sopra l'entrata della chiesa.

CHIESA DEI SANTI PATRONI D'EUROPA: BENEDETTO, CIRILLO E METODIO
Progettata dall'architetto Umberto Barbisan su commissione del parroco di allora Don Achille Albino Franchetto e portata a termine da Don Domenico Trivellin con la collaborazione dellingegnere Francesco Zanin, è stata consacrata il 13 febbraio 1999 ed è una struttura che risponde alle nuove esigenze liturgiche.
L'altare ed il battistero sono abbelliti da alcuni bassorilievi in marmo realizzati da Siro Perin; le vetrate poste sul frontale sono state istoriate su disegno di Mosè Ortolan e rappresentano i tre patroni, mentre altre vetrate, opera di Monica Beghetto, riproducono elementi della simbologia cristiana; la tela della Madonna delle sorgenti è un dipinto di Alfredo Pauletta.

TEMPIETTO DI SAN GIUSEPPE
Costruito nel 1694 dalla famiglia veneziana dei Valentini e passato in seguito per parentela, alla famiglia dei commercianti Astori. Unico resto con parti della barchessa, di una villa. Di forma quadrata con un piccolo presbiterio, all'esterno si presenta come un edificio dalle linee e dalle forme eleganti dello stile rococò. Grazioso il piccolo campanile a vela. All'interno vi è un unico altare in marmo dedicato al transito di San Giuseppe, rappresentato da una tela seicentesca del pittore Domenico Ruberti.

CHIESA DI SAN BARTOLOMEO
Costruzione settecentesca rimaneggiata più volte in tempi diversi. Il campanile è stato innalzato nel 1921. La parte più interessante della chiesa è sicuramente il presbiterio dove, attorniato da un antico coro in noce recentemente restaurato, si trova l'altare maggiore intarsiato in marmo, di probabile origine cinquecentesca. La chiesa custodisce alcune interessanti tele, tra le quali quella del pittore trevigiano Francesco Bissolo (1492-1544) già discepolo del Bellini, dedicata a San Bartolomeo, San Pietro e Sant'Andrea e quella del pittore Giambattista Langetti rappresentante il martirio di San Bartolomeo.

CHIESA DI SAN LIBERALE
Costruita tra il 1944 e il 1953, anno in cui divenne parrocchiale staccandosi dalla matrice di Gaggio. Essa venne realizzata da Mons. G. Duregon con il contributo della popolazione di Gaggio per assicurare un servizio religioso alle numerose famiglie di coloni e di mezzadri che si erano insediate nel territorio paludoso posto ad est del paese in seguito al suo risanamento avvenuto intorno agli anni '30.
Si tratta di una costruzione tipica di quegli anni, progettata dall'architetto A. Vettorazzo di Sambughè.

IL CAMPANO'
L'elettrificazione delle campane delle chiese dei nostri paesi è un fatto ormai consolidato.
A Marcon però, dove il travolgente sviluppo di questi ultimi decenni ha sconvolto e mutato ogni spazio legato alla tradizione e alla manualità, le campane dell'arcipretale di San Giorgio vengono azionate ancor oggi a corda, come avveniva nei secoli passati.
Questo ha permesso di conservare una delle più antiche tradizioni dell'arte campanaria veneta, che qualcuno vuol far risalire al tempo del Patriarcato di Aquileia: il "campanò", un particolare suono delle campane. Un suono di festa che si ripete soprattutto alla vigilia delle grande ricorrenze d'inizio estate come il Corpus Domini e la Sagra del Preziosissimo Sangue.
Il "campaner" sale sulla cella campanaria e azionando direttamente il battaglio a mano percuote ritmicamente il bronzo delle campane diffondendo una melodia composta di poche note, ma di grande suggestione. Il "campanò" di Marcon è stato registrato e pubblicato da E. Bellò (1994).

MUNICIPIO DI MARCON
E' stato costruito nel 1949, dopo che nel novembre 1944 era andata bruciata la vecchia sede municipale di via Alta.
Negli anni è stato oggetto di lavori di ristrutturazione esterna ed interna.

I MULINI
Nel 1678 ben 8 erano i mulini lungo lo Zero di cui 2 erano a Marcon, uno all'altezza del ponte di via Zermanese di proprietà dei nobili Priuli e distrutto nell'ottocento. L'altro, quello di Bonisiolo, apparteneva alle suore di S. Caterina di Venezia, che lo tennero fino all'epoca napoleonica. Questo mulino funzionò fino al 1970 quando alcuni lavori deviarono il letto del fiume nell'attuale posizione e l'arte molitoria venne meno con le trasformazioni economiche. L'edificio un po' alla volta entrò in decadenza e venne spogliato anche della "Piera di S. Marco" che la Repubblica Veneta aveva posto nel '700 come segnaletica delle caratteristiche del fiume.

CAMPO AVIAZIONE
Marcon venne scelto come zona per l'insediamento di un campo di aviazione a partire dall'estate del 1917. In questa base trovarono sede numerose squadriglie. Importanti furono le azioni che partirono da questo campo, sia per scontri diretti con l'aviazione austriaca, sia per azioni di spionaggio. Restarono famose per l'eco suscitata, alcune imprese di Giannino Ancillotto di San Donà di Piave, uno degli assi dell'aviazione italiana nella grande guerra. L'ex aeroporto è attualmente in stato di abbandono e di degrado ed è praticamente impossibile poter visitare quanto rimane degli hangar, visibili però dalla strada che conduce alla fornace. L'Amministrazione Comunale sta valutando un intervento di recupero e salvaguardia.

FORNACE
L'estrazione dell'argilla per la produzione di laterizi era un'attività industriale abbastanza diffusa nelle nostre campagne, testimonianza della quale sono le tante vasche oggi riempite d'acqua presenti nel territorio. Qui a Marcon erano produttive, a fasi alterne, ben tre fornaci: due delle quali legate alle cave nord e sud. I documenti riportano anche notizie di un "fornasotto" localizzato in Poianon (loc. Malvolti) del quale però non rimane più traccia alcuna, ma che allora doveva essere abbastanza rilevante dal punto di vista economico del territorio.
Anche la fornace situata nei pressi dell'ex campo di aviazione, prima del 1903, era un "fornasotto". Apparteneva in quegli anni a Tito Braida, uno dei più importanti imprenditori economici veneziani che aveva, oltre a tanti appezzamenti di terreno, anche una villa a Zerman. La canna fumaria (canora) e alcune parti dell'opificio molto ben conservate, risalgono proprio ai primissimi anni del '900.
La presenza e la mescolanza di così tanti elementi dall'archeologia industriale, alla storia della Grande Guerra (vedi aeroporto), dal fiume all'oasi LIPU, fanno di questo angolo del territorio di Marcon un "ipertesto naturale" dove la continua interazione tra uomo, ambiente ed eventi, ha tracciato la storia sociale ed economica di questa gente, considerazioni queste, che suggeriscono l'idea di un bellissimo percorso museale-ambientale.

POIAN
Questo toponimo è l'unica testimonianza rimasta sul territorio dell'antica Povegliano Altinate che era sede fin dall'XI sec. di una pieve intitolata a San Cassiano. Questa chiesa era legata ad Altino e anche dopo le invasioni barbariche e il conseguente abbandono delle terre e l'impaludamento della zona, rimase con un suo sacerdote, che non sempre vi risiedeva, ora dipendente dalla chiesa di San Giorgio di Marcon, ora da San Bartolomeo di Gaggio. La situazione non doveva essere delle migliori se nel 1490, in occasione della visita pastorale, la pieve fu trovata in pessime condizioni e adibita a rimessaggio agricolo. Nel 1595 venne definitivamente legata alla parrocchia di Gaggio. La sorte dell'antica chiesa segue il corso della sua storia: i suoi resti sono raccolti nelle fondamenta della moderna chiesa di San Liberale.

CAPITELLO "MARIA REGINA DELLA PACE"
Benedetto il 20 settembre 1986, rappresenta motivo di orgoglio per gli abitanti della zona che lo considerano il coronamento di un antico sogno. Ricorda al passante l'antica pieve di Povegliano Altinate ora distrutta, ma anche la profonda fede degli antichi e nuovi abitanti di quelle zone.

ZUCCARELLO - IDROVORA
Dese, Zero e Fossa Storta sono i fiumi di risorgiva che, per ampio tratto corrono i limiti settentrionale, meridionale e orientale del Comune di Marcon. Questi corsi d'acqua sono caratterizzati da un percorso meandriforme e per ampi tratti pensile, da scarsa pendenza e da modesta velocità dell'acqua caratteristiche queste che concorrevano a impaludare le zone su cui scorrevano, rendendo malsano e poco ospitale tutto l'ambiente circostante. La Repubblica Veneta non intervenne mai per risanare il territorio pensando che la palude avrebbe salvaguardato Venezia dalle epidemie e dall'insabbiamento della laguna. Solo nell'800 gli amministratori del consorzio Dese su cui ricadeva la gestione idraulica del territorio, pensarono di coinvolgere i vari comuni della gronda lagunare in un piano di bonifica, che comprendeva tra gli altri anche quello di Marcon.
Un primo progetto era pronto nel 1889 ma si dovette attendere il 1925 con un progetto che suddivideva il territorio in 4 bacini (tra i quali quello del Zuccarello) e che prevedeva la costruzione di scoli per le acque attraverso i collettori; la costruzione di idrovore, abitazioni per i macchinisti, strade, impianti di irrigazione, pozzi artesiani e arginature dei fiumi. I lavori sul bacino di Marcon durarono 3 anni e comportarono la costruzione di opere principali come l'idrovora, la casa dei macchinisti e una fitta rete di scoli e fossati che da allora segnano la parte est del territorio e lo dividono in tre zone distinte di drenaggio delle acque; la più occidentale, a quota assoluta più elevata, è caratterizzata dallo scolo naturale delle acque; quella più orientale che smaltisce le acque, quando necessario, attraverso l'idrovora di Zuccarello e una piccola area, situata al centro e delimitata dalla Fossa d'Argine e dal Collettore Secondario, può, a seconda delle situazioni, scolare naturalmente o essere drenata meccanicamente. La bonifica comportò un notevole miglioramento della salubrità dell'ambiente e rese possibile lo sfruttamento del terreno attraverso aziende come quelle dei Malvolti, dei Marcello, dei Veronese già proprietari della palude.

PONTE ALTO
Sito alla fine di via Zuccarello, unisce i due argini del Dese che fanno da confine tra il Comune di Marcon e quello di Venezia, e fu teatro nel 27 Settembre del 1944 di un episodio sanguinoso tra fascisti e antifascisti.

PARCO DELLO ZERO
Il parco è di proprietà comunale ed è stato progettato e realizzato dopo il 1983. La vegetazione è costituita alberi e cespugli come aceri, querce, pioppi, platani, salici, pini, acacie. Vi è qualche prato a vegetazione spontanea; è attraversato da una stradina di sassi che congiunge i due ingressi. Il terreno è a tratti ondulato e un argine lo divide dal fiume Zero. Il parco è attrezzato di giochi, di percorso vita, di panchine e cestini. All'ingresso di via Monte Antelao a est, dove confina con il giardino della scuola materna parrocchiale e gli impianti sportivi della parrocchia, c'è la sede degli scout.

VIA ALTA-VIA BASSA
Costituiscono, assieme a Via Boschette, un riferimento visibile all'antico impianto della centuriazione romana nell'agro di Altino. Come via Alta deve il proprio nome al fatto di avere un tracciato più elevato rispetto ad un territorio facilmente soggetto alle esondazioni dello Zero, così via Bassa (ora via Monte Grappa) deve il proprio nome al fatto che "ad ogni scroscio di pioggia, diveniva impraticabile".

Piazza Municipio 20 Tel. 041.5997111
Partita I.v.a. 00733400279 - C.F. 82002050274
infomarcon@comune.marcon.ve.it PEC protocollo.comune.marcon.ve@pecveneto.it